Un'importante differenza tra una fotografia presa dall'alto ed una carta topografica è che in quest'ultima si riesce ad introdurre una terza dimensione descrivendo i rilievi mediante le curve di livello (o isoipse, dal greco isos = uguale e hypsos = altura). Le isoipse sono linee che congiungono tutti i punti aventi la stessa altezza sul livello del mare. La figura più avanti mostra schematicamente come una collina venga « affettata » da piani orizzontali ideali dando così le curve di livello corrispondenti. Leggere le curve di livello significa guardare una carta e capire come si presenterà il terreno. La difficoltà maggiore sta forse nel riconoscere i dossi dalle valli: infatti in tutti e due i casi le isoipse si presentano come una serie di V una dentro I'altra. Questa difficoltà si supera generalmente seguendo le linee di livello fino ad un punto dove, per la presenza sulla carta di un corso d'acqua o di una cima di colle, si riesca a capire quale linea indica la quota maggiore. Nelle tavolette vi sono tre tipi di curve di livello: direttrici, intermedie e ausiliarie, facilmente riconoscibili dalla grossezza del segno. Vi è una direttrice, a tratto pieno e marcato, per ogni 100 metri di dislivello. Spesso lungo la direttrice si trova il numero che ne indica la quota. Le linee intermedie, a tratto pieno e più leggero, sono tracciate per ogni 25 metri di dislivello. un corso d'acqua o di una cima di colle, si riesca a capire quale linea indica la quota maggiore. Nelle tavolette vi sono tre tipi di curve di livello: direttrici, intermedie e ausiliarie, facilmente riconoscibili dalla grossezza del segno. Vi è una direttrice, a tratto pieno e marcato, per ogni 100 metri di dislivello. Spesso lungo la direttrice si trova il numero che ne indica la quota. Le linee intermedie, a tratto pieno e più leggero, sono tracciate per ogni 25 metri di dislivello. Ve ne sono 3 fra due direttrici consecutive. Se le pendenze del terreno non sono molto forti, la lettura dei rilievi viene ulteriormente facilitata con le curve ausiliarie; la loro equidistanza e di 5 metri; sono tratteggiate. Nell'interpretazione delle curve di livello conviene tenere a mente queste regole:
Le più semplici bussole hanno I' ago magnetico libero di ruotare al centro di un quadrante sul quale sono indicati i punti cardinali o la Rosa dei Venti. Nelle bussole più complesse si trovano parecchi accorgimenti per meglio sfruttare la proprietà fondamentale dell'ago magnetico. Innanzitutto I'ago, anziché essere « in aria », è immerso in un liquido. Questo dà due vantaggi: le oscillazioni dell'ago sono smorzate più rapidamente e dunque non si deve attendere a lungo per eseguire la lettura. In secondo luogo, poiché il costruttore al momento di introdurre il liquido e sigillare ha lasciato volutamente una bolla d'aria, è possibile, controllando che la bolla sia al centro, lavorare con la bussola orizzontale, ciò è necessario affinché I'ago possa indicare correttamente il nord magnetico. II liquido viene scelto tra quelli a basso punto di congelamento, ad esempio una miscela di acqua e alcool o glicerina. Un'altra utile caratteristica di alcune bussole è il cerchio graduato riportato sul quadrante che permette, come vedremo tra un momento, di misurare I'azimut degli oggetti circostanti. Tali bussole sono normalmente completate da un semplice dispositivo che facilita il rilevamento. Il dispositivo si compone di un mirino e di una fessura nel coperchio e di uno specchio (o lente) inclinabile che permette di leggere sulla bussola I'azimut dell'oggetto nello stesso momento in cui I'occhio lo punta con il mirino. Di complessità intermedia è la bussola cartografica tipo Silva, che è anche la più usata nelle gare di orientamento. Si compone essenzialmente di 3 parti, ognuna libera di ruotare rispetto alle altre 2. Le indicheremo per semplicità con tre nomi brevi: base, quadrante, ago. Essendo la più adatta ad un utilizzo per navigazione faremo sempre riferimento a questo tipo di bussola. La base è un rettangolo di plastica trasparente su cui è incisa una freccia che chiameremo freccia di direzione per distinguerla da un'altra di cui parleremo tra breve. Sui lati della base sono riportate delle scale in millimetri che possono far comodo per valutare le distanze sulla carta. Naturalmente si deve conoscere la scala della carta per sapere a quanto equivale un millimetro. Sulla base è anche presente una piccola lente d'ingrandimento che facilita la lettura di certi particolari. Su alcuni modelli sono presenti anche delle dime per segnare sulla carta il punto di partenza, di arrivo e lobiettivo. II quadrante è un involucro anch'esso di plastica, ermetico, contenente al suo interno I'ago magnetico e il liquido smorzante. II quadrante, come si è detto, può ruotare sulla base. Intorno al quadrante è inciso un cerchio graduato che permette di leggere di quanti gradi il quadrante è stato ruotato rispetto alla base. Sul cerchio graduato sono anche riportati i 4 punti cardinali, facendo corrispondere il nord (N) alla posizione « zero gradi ». II fondo del quadrante è trasparente e porta incisa, a sua volta, una freccia. Questa punta sulla posizione N; la chiameremo perciò freccia di nord. L'ago è una sbarretta di materiale calamitato libera di ruotare anch'essa all'interno del quadrante sotto I'azione del campo magnetico terrestre. L'estremità che indica il nord è colorata di rosso e, nei modelli più costosi, è fosforescente. Per ora sarà sufficiente ricordare che dal centro della bussola partono la freccia di direzione, la freccia di nord e I'ago magnetico; di questi tre elementi due possono essere indirizzati a piacere, il terzo indica sempre il nord.
II problema che più spesso si presenta è quello di sapere in che direzione si trova una certa meta. Starà poi al singolo valutare se sarà più conveniente marciare in linea retta o seguire un altro percorso.
Anche al navigatore più esperto capita di sbagliare e di non sapere più in che punto ci si trova. Con carta e bussola però è possibile « fare il punto » a condizione che si riescano ad individuare sul terreno almeno due particolari riconoscibili anche sulla carta.| IN PIANO | PASSI PER 100 METRI | SECONDI PER 100 METRI | VELOCITA' IN KM/H |
| STRADA NON ASFALTATA | MARCIA | 120 | 65 | 5.5 |
| CORSA | 84 | 35 | 10 | |
| TERRENO ACCIDENTATO | MARCIA | 145 | 85 | 4 |
| CORSA | 100 | 45 | 5 |
| IN SALITA | PASSI PER 100 METRI | SECONDI PER 100 METRI | VELOCITA' IN KM/H |
| STRADA NON ASFALTATA | MARCIA | 140 | 130 | 2.7 |
| CORSA | 120 | 70 | 5 |