Prova con Noi

 

Il club BLACK JACK offre a tutti la possibilità di giocare.

Se sei interessato basta contattarci telefonicamente o tramite e-mail
Se non hai l’arma te la noleggiamo noi!

Per il vestiario ti consigliamo una mimetica, ma va bene qualunque cosa sia verde militare o che comunque non ti metta troppo in risalto nella vegetazione, ti consigliamo un cappellino o una bandana, guanti e manica lunga, la vegetazione può essere fastidiosa.

Eventualmente mettiti degli anfibi o delle scarpe da trekking per proteggerti di più.
Oltre a queste cose porta solo la voglia di divertirti e di stare in gruppo.

Ora puoi comodamente pagare anche tramite ricarica POSTE PAY, scarica il MODULO
 di prova per vedere come.

Ti aspettiamo!

 

 

 

..DA UN FORUM…

Voglio provare a giocare, a chi mi rivolgo?
Moltissime associazioni sportive saranno felici di prestarti una ASG ed un minimo di equipaggiamento; contatta il club più vicino a casa tua.

E’ obbligatorio iscriversi ad un club per giocare? Devo pagare qualcosa?
Devi chiederlo al club a cui ti rivolgi. Spesso è obbligatoria un assicurazione e paghi una cifra simbolica per provare. Raramente devi fare subito la tessera.
I club hanno in genere quote di iscrizione variabili dai 15 ai 75 euro annuali, ma offrono deii servizi, oltre ai campi di gioco, assicurazione, armi di riserva in prestito, assistenza tecnica…

Devo essere maggiorenne?
Anche qui, devi chiederlo al club a cui ti rivolgi. Alcuni accettano anche minori di 18 anni, altri no.
Il problema con i minori è che la patria potestá risiede nei genitori.
Si può insistere fino a fargli firmare l’iscrizione, ma hanno il diritto di procedere per vie legali in nome del figlio: tradotto in soldoni, significa che se torni a casa con un ginocchio sbucciato, i tuoi genitori possono decidere di citare per i tuoi danni il club. Che tu sia d’accordo o no.
Certo, se il modulo d’iscrizione era dettagliato probabilmente tutto finisce in niente, ma sono noie che la maggior parte delle associazioni preferisce eliminare a priori.

Per cominciare, cosa faccio?
Piccolo prontuario per chi comincia:
1. Non partire sparato a comprare tutto il materiale che ti serve. Alcune squadre usano una mimetica particolare, oppure il campo potrebbe essere non adatto alla ASG che vorresti.
Aspetta di avere un po’ d’esperienza prima di acquistare accessori oltre al minimo indispensabile. Potresti buttare via dei soldi per niente.
2. Trova una squadra in zona, prova a giocare con loro, e vedi come ti trovi. Potrebbero non piacerti, o viceversa. E ti ritrovi a piedi dopo aver speso un capitale.
3. Chiedi chiarimenti sulla situazione legale della squadra: se é un’associazione registrata, se c’é un’assicurazione, come sono informati i Carabinieri delle attività e del campo, c’è il permesso del proprietario del terreno.
Se manca una delle quattro cose fondamentali, sono dei “Banditi”, degli irregolari. Potresti trovarti in grossi guai.
4. Prova tu stesso le ASG degli altri giocatori, e parla con loro per vedere pregi e difetti dei vari modelli. Idem per gli accessori e tutto quanto.
5. Non decidere a priori qual’é il tuo ruolo: molti si fissano a fare lo sniper, cioé il tiratore scelto, ma non é detto che nella squadra ci sia posto per un altro cecchino, il campo puó non essere adatto, o magari non sei portato per quel ruolo.
Idem se vuoi fare l’assaltatore o lo scout. Non è detto che la squadra in cui ti iscrivi abbia una distinzione netta dei ruoli.

Come equipaggarsi per giocare? Quanto costa?
1. Una ASG elettrica va dai 100 euro ai 1000, ma puoi trovare dell’usato a prezzi decenti.
2. Una batteria, carica/scarica batterie (da 20 euro in su)
3. Un caricatore maggiorato (meglio due) ed una saccata di pallini (60 euro)
4. Una protezione per gli occhi é indispensabile, non risparmiare: comunque una mascherina da hobbistica costa 1,50 euro, la maschera a rete con facciale che usano un po’ tutti sui 25 fino a più di 75 euro  per una maschera integrale completa da paintball.
5. Una mimetica, che può andare da qualcosa trovato al mercato o nei negozi dell’usato alle stratosferiche mimetiche da forze speciali.
Se usi qualcosa che ti é avanzato dalla naja, devi togliergli stellette e gradi.
6. Un paio di scarpe da trekking o anfibi che proteggano la caviglia.

Tirando proprio al minimo, con una ASG nuova, stai attorno ai 500 euro o poco più.

Conviene acquistare una ASG usata?
Dipende: in una ASG si consumano la cremagliera del pistone e le boccole in cui girano gli ingranaggi; anche quest’ultimi con il tempo sono segnati sui denti, sia la guarnizione del pistone che il gommino dell’hop-up sono sottoposti ad usura.
Una ASG conviene davvero se risparmi abbastanza da pagare i pezzi di ricambio che prima o poi ti serviranno. Meglio se te la vendono con la garanzia di sostituirti i pezzi se si spaccano entro x mesi.

Qual’è la migliore mimetica?
La risposta ha due facce molto diverse tra loro: la mimetica come indumento e le proprietá di camuffamento del disegno.
La mimetica è innanzitutto un indumento: deve proteggere dal freddo, dalle spine, dall’umiditá, deve essere comoda, non attillato ma neanche svolazzante, deve avere tasche sufficienti a portarti dietro il carico base. Deve essere robusta, cucita doppia ovunque, rinforzata su gomiti, ginocchia, cavallo, tasche e nei punti di usura. Si deve poter lavare senza troppo riguardi e senza che la mimetizzazione si scolorisca o stinga. (un trucco, lavala le prime volte con acqua e aceto: fissa i colori)
Quindi primariamente la mimetica deve essere di qualitá: una camicetta leggera in un mimetismo stupendo è molto meno utile di una vecchia giacca verdone dismessa dall’Esercito Italiano.

Quanto al disegno mimetico, non c’è una regola precisa: ovvero non esiste una formula magica per stabilire quale é il pattern (disegno) migliore.
Una mimetizzazione policroma non serve a dissimulare il colore dell’uniforme, una tinta unita grigio-verde eccita la vista molto meno. Le tinte sono importanti, chiedi a chi usa la vecchia mimetica svizzera, col fondo marrone sbiadito al rosa e macchie rosse che tirano l’occhio come un semaforo, ma lo scopo fondamentale di un disegno a più colori è di dissimulare la sagoma e la forma dell’oggetto mimetizzato, cioè tu.

Questo si cerca di ottenerlo creando l’illusione di una terza dimensione, in modo che il tessuto della divisa non appaia un piano: per questo l’uso di “fiamme” nere, un colore che non esiste un natura, crea degli effetti d’ombra e ne spezza la regolaritá, dando profonditá al disegno.
In pratica, dovresti apparire come del fogliame visto in prospettiva, una foglia davanti, altre dietro, piuttosto che una superficie unica con una sagoma ben definita e quindi riconoscibile. Le mimetizzazioni militari sono poi a disegno orizzontale, per schiacciare l’altezza. Quelle per la caccia, invece, simulano le cortecce degli alberi e sono verticali.

Sembra facile, ma non tutti i teatri operativi sono uguali, nè ci sono regole fisse per studiare a tavolino il disegno perfetto. Per esempio, nel teatro operativo europeo, l’esercito tedesco, i belgi ed i cananesi utilizzano cinque colori in macchiette (Flecktarn e “digital camo” canadese), mentre americani, inglesi, francesi, olandesi, italiani, spagnoli usano policromie con larghe macchie a quattro toni (Woodland, DPM e la nuova continentale flancese). I tedeschi dell’Est avevano uniformi marroncine a righine grigie, il “Rain pattern”. Chi ha ragione?

Tieni conto che le mimetiche militari sono comunque studiate per una distanza tra i 25 ed i 350 metri: noi giochiamo a distanza così ravvicinata che qualunque disegno mimetico può essere svantaggioso. Siamo abbastanza vicini da distinguere nettamente la forma delle macchie, quella che sia.
In alcuni casi, il problema non si pone: le tigerstripe, verdoni a strisce nere, nascono per il sottobosco della giungla, dove sono fortissimi gli sbalzi di luce ed ombra, ma in terreni aperti è molto meno efficace; il mimetismo rhodesiano, assai decorativo, è fatto per la savana, non i boschi di casa nostra; lasciamo poi stare “Desert Storm” o simili.

Come scegliere, quindi? A occhio, con esperienza, in base a dove si gioca, e a quel che piace. A titolo d’esempio, Woodland e DPM inglese/olandese vanno per la maggiore.

E, se volessi fondare la mia squadra?
Stai cercando guai. Per nostra esperienza personale, organizzare una squadra é molto complesso e stancante.
Se poi sei convinto, l’associazione è il passo fondamentale per esistere legalmente e regolarizzarsi come club e squadra. Il diritto d’associazione è garantito dalla Costituzione Italiana senza vincoli burocratici.
Un gruppo di persone che vogliano riunirsi in una organizzazione associativa devono semplicemente mettere giù un atto costitutivo ed uno statuto che specifichino chiaramente quali sono gli scopi, le intenzioni, le finalità dell’associazione stessa e che preveda appunto le due cose fondamentali, l’assenza di lucro e l’apertura a nuovi associati: qui trovi uno statuto tipo.
Bisogna specificare chiaramente come sia possibile entrare a far parte del club e bisogna formare un sistema democratico di gestione dell’associazione, con un Consiglio Direttivo eletto dall’assemblea dei soci.

Una volta che l’Atto costitutivo e lo statuto sono redatti e controllati, è necessario rendere “legale” e conosciuta la decisione dei soci, e quindi mettere a conoscenza le autorità dell’esistenza dell’associazione: questo può avvenire in tre modi.
• ATTO PUBBLICO: è la via più sicura e più costosa, perché i soci fondatori danno incarico ad un notaio di redigere lo statuto.
• SCRITTURA PRIVATA AUTENTICATA: il notaio si limita ad autenticare le firme sotto allo statuto preparato dai fondatori. Il costo è limitato, e comunque il notaio ti da qualche consiglio.
• SCRITTURA PRIVATA REGISTRATA: il sistema meno costoso. In questo caso lo statuto è redatto e firmato privatamente dai soci e poi uno di questi va nell’Ufficio del Registro di zona (vedi l’elenco telefonico o chiedi in Comune) e lo fa registrare.
Lo statuto non viene letto ma semplicemente archiviato, giusto o sbagliato che sia: se non seguite lo schema, questa strada vale solo se avete alle spalle qualcuno con esperienza legale, come ad esempio un commercialista.

A questo punto siete un’associazione legalmente riconosciuta, con tanto di codice fiscale.

Per assicurarsi, la cosa migliore da fare dopo è contattare un patronato, come l’ANCoL, ARCI, ACLI, AICS, che vi da un’assicurazione ed una tessera ad un prezzo bassissimo; Chiedete ad un circolo della vostra zona (circoli operai, bocciofile). l’ANSWG Associazione Nazionale War Game vi da qualcosa di simile, ma c’è di mezzo qualche forma di campionato o simili. Chiedete bene a loro.

Se avete un campo dove giocate, fatevi dare dal proprietario il permesso di usarlo, una dichiarazione tipo “io, sig. Pinco Pallino, proprietario del terreno mappale 123, foglio 456 comune di Qui, do il permesso alla associazione sportiva … di utilizzare il terreno in oggetto come campo da gioco per la pratica del softair, firma”, o meglio ancora, fai riferimento a questa attenta disamina legale.
Prima di ogni partita mettete dei cartelli su tutti i sentieri e passaggi che dicano “attenzione si gioca alla guerra” e cintate con una bindella (il nastro bianco/rosso da cantiere) tutto il perimetro.

Fatto questo, piglia tutta la carta più la lista completa dei soci (nome, indirizzo, luogo e data di nascita) e portala alla stazione dei Carabinieri del posto dove giocate, e già che ci sei mandane una copia anche alla Polizia Municipale, all’Assessore allo sport del Comune, alla stazione del Corpo Forestale dello Stato e della Polizia più vicini, anche ai Vigili del Fuoco se usate fumogeni.
Un leale rapporto con le Forze dell’Ordine serve ad entrambe. Non esiste una legge che obblighi nessuno a dare preavviso alle Forze dell’Ordine, ma é un atto di cortesia necessario.

Il Soft Air è un’attività a rischio, perché se l’ignaro passante ti vede giocare telefona ai Carabinieri e dice “É scoppiata la guerra”: un maresciallo all’oscuro di tutto che fa?
Se non interviene, rischia come minimo una denuncia per “omissione d’atti d’ufficio” e/o viene cazziato da tutta la scala gerarchica dal capitano in su.
Se invece arriva di volata con gran spiegamento di forze, deve poi scrivere un chilo di rapporti (coi vostri dati), e comunque giustificare il perché “Non era adeguatamente informato” sull’esistenza di softgunner in zona.

Un maresciallo dell’Arma è la persona più pacifica del mondo, ma se lo cazziano diventa abbastanza antipatico: meglio evitare di essere la causa dei suoi guai.
Tieni sempre presente che passare per terroristi è un attimo, ma diventa un po’ difficile sostenere questa tesi se siete “intimi” alla stazione dei Carabinieri. In più, è molto più semplice informare della vostra presenza tutte le autorità interessate (la Questura e la DIGOS, cioè l’antiterrorismo) tramite i canali interni delle forze dell’ordine che andando di persona in ogni singolo ufficio.

Commenti chiusi